I lettori/scrittori di Tags possono essere di tipo palmare (per il rilievo sul campo), trasportabile (per l'istallazione su muletti e carrelli) oppure fissi (per il controllo di varchi, di linee di produzione o di specifiche aree di attività) e possono leggere/scrivere su uno o più Tag contemporaneamente, con alcuni limiti.
Un sistema RFID è costituito da un ricetrasmettitore (lettore) e da uno o più Transponders capaci di comunicare tra di loro mediante un segnale modulato a radio frequenza.
Nel caso si utilizzi un transponder di tipo passivo , l'energia necessaria al suo funzionamento viene fornita dal ricetrasmettitore che attraverso la sua antenna genera un opportuno campo magnetico a Rf. Il transponder capta la radiofrequenza con la propria antenna andando a caricare un piccolo condensatore che vi si trova integrato. Quando la tensione ai capi del condensatore ha superato un certo valore, il transponder invia al ricetrasmettitore i dati contenuti nella sua memoria modulando il segnale a RF.
Questi dati rappresentano, nel caso di un transponder a sola lettura, un codice unico, scelto tra parecchi miliardi di combinazioni possibili, che viene memorizzato sul chip durante la sua produzione.
I dati possono essere inviati in entrambe le direzioni a seconda delle caratteristiche del transponder ( e del ricevitore) che si può incorporare in un chip con una memoria ROM ( scritta in fase di lavorazione del chip e che può essere di sola lettura) oppure una memoria tipo EEPROM che ne consente sia la lettura che la scrittura e su cui possono essere scritte (e riscritte) varie informazioni relative all'oggetto che si intende riconoscere.
E' facile a questo punto immaginare la intrinseca efficacia di un sistema di identificazione di questo tipo e la versatilità ottenibile con un sistema di raccolta dati che lo utilizzi. Le possibilità di questa nuova ed affascinante tecnologia sono dunque molto vaste e lo diventeranno ancora di più nell'immediato futuro con i nuovi sviluppi di cui già si intravedono le applicazioni nel "SuperTag" (nato da ricerche condotte in Sud Africa).
In linea di massima risultano particolarmente utili in quanto si vuole realizzare una lettura senza contatto diretto lettore-oggetto da identificare, quando si vuole la massima sicurezza nel trasferimento dell'informazione (la percentuale di letture corrette al primo tentativo superiore al 99,9%), quando si lavora in ambienti sporchi o particolarmente severi in cui le tecniche più tradizionali falliscono e quando, per esempio, non si vuole rilevare la presenza di un sistema di controllo.
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